LEGA NORD PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Inizio Interviste Convivio Legislazione Italiani All'Estero Documenti Politici Cosa Puoi Fare Trasmissione Radio
 
Scrivici Invia a un Amico Fai di PadaniEstero la tua Home
 

Intervista con Francesco Andreoli

Andreoli: "All'Italia serve meno burocrazia e più federalismo"

Radici veronesi, ma cuore milanese e lombardo, Francesco Andreoli prende la rincorsa da Londra per concorrere ad un seggio a Palazzo Madama sotto le bandiere della Lega Nord. Da 27 anni ormai vive Oltremanica, dove esercita l'attività di traduttore ed interprete come libero professionista. Lì ha maturato una posizione molto critica rispetto alle arretratezze burocratiche ed infrastrutturali del nostro paese, e vorrebbe contribuire ad andare oltre gli stereotipi dell'italiano tutto pasta, pizza, mandolino, proprio grazie all'esperienza maturata all'estero. Ecco la sua idea della politica sintetizzata in quest'intervista

 

- Perché ha scelto di presentare la sua candidatura al Parlamento italiano?

 

"Il segretario della sede londinese della Lega Nord ha letto i numerosi articoli da me scritti, in cui descrivevo la società inglese e la situazione dell'Italia vista da Londra e mi ha offerto di partecipare alla rubrica settimanale "Radio Londra" di Radio Padania Libera. In occasione delle elezioni mi ha chiesto se desideravo assumermi il gravoso impegno di rappresentare gli italiano all'estero come Senatore per la circoscrizione europea. L'ho fatto per il desiderio di contribuire ad un progetto di cambiamento radicale a lungo termine con la mia esperienza di italiano all'estero".

 

- Quali sono le ragioni che l'hanno spinta a scegliere la forza politica con la quale è in lista per il parlamento italiano?

 

"Perché la Lega Nord è l'unico partito che offre le soluzioni reali ai problemi dell'Italia, tra i quali posso citare il burocratismo impersonale, l'amministrazione remota dai bisogni del cittadino, la paura del cambiamento, la soppressione delle culture locali, l'ideologia anti-imprenditoriale, la scarsa conoscenza della realtà al di fuori dell'Italia, che porta da un lato all'autoglorificazione basata su un passato ormai "troppo remoto", dall'altro all'accettazione acritica di qualsiasi novità, anche deleteria, purché venga dall'estero. A questo si è aggiunto recentemente il gravissimo problema della bassa natalità, a cui altri partiti vogliono rispondere aprendo la porta a un'immigrazione indiscriminata ripetendo gli errori gravissimi fatti dall'Inghilterra. La Lega Nord, che considera la famiglia come il centro della società, è l'unica che ha un programma positivo in questo senso".

 

- Per quale ragione, a suo giudizio, gli elettori italiani residenti all'estero dovrebbero nella sua circoscrizione scrivere il suo nome sulla scheda elettorale?

 

"Perché eleggendo me portano al Senato della Repubblica un uomo che si è fatto una chiara idea delle misure da prendere per far uscire l'Italia dalla situazione attuale, con misure realistiche e ponderate, basate sull'esperienza di più di ventisette vissuti in un paese che può fornire un modello ben funzionante, e non su fumose concezioni ideologiche che hanno dato effetti disastrosi ovunque siano state applicate, o su un desiderio di ritorno ad un passato che non può essere resuscitato".

 

- Quale pensa che possa essere il contributo che i deputati e i senatori eletti all'estero potranno dare nel Parlamento di Roma?

 

"Potremo portare la nostra testimonianza personale su situazioni quali l'immigrazione dall'area islamica, che sono state vissute da altri Paesi con decenni di anticipo sull'Italia, per evitare che si facciano gli stessi errori che porterebbero all'arrivo di masse di persone non integrabili nella società italiana. Inoltre potremo portare il contributo della nostra esperienza di prima mano dei rapporti con amministrazioni pubbliche, che all'estero sono spesso molto più "al servizio dei cittadini" di quanto non accada in Italia, e con strutture statali federali che, come in Svizzera, Germania, Spagna e Inghilterra, hanno dimostrato la loro validità da lungo tempo".

 

- Quali sono, secondo lei, i bisogni più urgenti degli italiani all'estero nella circoscrizione che intende rappresentare e che il parlamento dovrebbe affrontare con maggiore urgenza?

 

"Italiano = pizzaiolo/mandolinaro/mafioso. Questo è quello che pensano di noi all'estero. Nei momenti di particolare sincerità, te lo dicono anche in faccia (magari sorridendo). Per combattere questi pregiudizi, che di fatto coinvolgono anche noi padani, occorre creare istituzioni prestigiose, per es. delle Scuole italiane di altissimo livello, in modo che costituiscano un centro di attrazione anche per gli abitanti dei paesi che ci ospitano, come accade qui a Londra per il Lycée François, e potenziare al massimo i Centri culturali, in modo che gli abitanti dei paesi dove risiediamo possano rendersi conto di persona che gli italiani non corrispondono a questi stereotipi".

 

- Qual è oggi il suo rapporto con l'Italia?

 

"Quando ho lasciato l'Italia, ho portato con me il ricordo di un paese teso al futuro, in cui si costruivano autostrade, dighe, centrali elettriche, in cui nascevano mille imprese. Dall'Inghilterra ho visto con sgomento l'Italia rinchiudersi progressivamente su se stessa. Con disastrosi referendum fatti sull'onda di un autentico terrorismo psicologico, gli italiani hanno deciso di abbandonare la strada dell'energia nucleare, hanno smesso di costruire centrali idroelettriche, strade, ferrovie. Delle riforme scolastiche elitiste hanno eliminato l'avviamento al lavoro e le commerciali, per cui le scuole sono diventate fabbriche di disoccupati, convinti che l'unico lavoro non vergognoso sia quello di "manager". Le ideologie di sinistra hanno instillato nei giovani il disprezzo per il lavoro manuale e si è diffusa l'idea del "diritto" ad un posto a vita, magari dietro una scrivania. Questo ha aperto la strada al bisogno di manovalanza dall'estero, ma non solo: i cittadini più intraprendenti, soffocati dall'immobilismo italiano, hanno preso la strada per l'estero, per cui ora abbiamo bisogno di immigranti anche per aprire un negozio di frutta e verdura, una rosticceria, una cartoleria. Quando torno in Italia, posso toccare con mano il degrado della società civile, è quasi palpabile la sensazione di paura delle madri che non osano più portare i bambini a giocare nei giardini pubblici, in quanto questi sono ormai invasi da torme di strani individui che vi bivaccano in permanenza. È avvertibile il disagio della popolazione, che è particolarmente frustrata quando le autorità affermano che questo è il progresso, che la situazione è inevitabile, e che sono i cittadini italiani che si devono adattare. Posso testimoniare che questo non è vero, che in altri Paesi le cose sono state fatte in modo molto diverso e funzionano meglio. Mi si presenta quindi di fronte un lavoro immane per portare l'Italia su una nuova rotta".

 

dal sito "Lomabardi nel mondo"

   

NOTIZIE DAL MONDO
<Prossimamente..> ...

FORUM
FOTO
CONTATTO

 

FORUM | FOTO | CONTATTO |TESSERAMENTO

Lega Nord 2007 © Tutti i Diritti Riservati