Recentemente, parlando a RPL, ho voluto affrontare l’argomento dei comportamenti degli immigrati in Italia, prendendo lo spunto da quanto è successo lo scorso mese di aprile a Milano tra gli abitanti di un quartiere di classe media, l’amministrazione pubblica, poco operante, e la colonia cinese.
Conosco molto bene la regione e la via dove si sono svolti gli scontri violenti con feriti e auto danneggiate, in quanto sono nato e vissuto per molti anni a poche centinaia di metri.
Fino a non molto tempo fa, conviveva il commercio tradizionale di quartiere insieme ad un commercio minore della comunità cinese.
Da un po’ di tempo a questa parte, vi é stata una trasformazione importante e tutta l’area si è trasformata in laboratori, magazzini e depositi per la vendita all’ingrosso di merce di dubbia provenienza, senza il minimo rispetto della occupazione degli spazi e della destinazione delle aree commerciali.
Quando finalmente, i residenti milanesi, per impedire il degrado sempre maggiore del quartiere, hanno sollecitato l’intervento della municipalità e sono iniziati i controlli sul commercio all’ingrosso, immediatamente è scattata la rivolta della comunità cinese, con le conseguenze incredibili che tutti abbiamo ben conosciuto attraverso i quotidiani di tutta Italia.
Tutto ciò ci deve servire di monito.
La verità è che, finché c’è stato rispetto da parte della comunità cinese delle norme e delle leggi del paese ospitante, si è creata una certa integrazione, ma quando è stato ritenuto giusto e legittimo mantenersi severi e sostenere l’identità dei milanesi, rispettando le regole, l’equilibrio si é rotto.
La tradizionale tolleranza, solidarietà e disponibilità dei milanesi è stata interpretata come debolezza.
Quanto mi ha maggiormente impressionato, oltre alla violenza e alla omissione dell’amministrazione pubblica, è stata la partecipazione attiva e vergognosa dei Centri Sociali che hanno preso le parti dei manifestanti. Viene da domandarsi perchè i Centri Sociali sono sempre presenti quando c’è da menare le mani e quale è la loro effettiva funzione nella nostra società.
Si parla molto di democrazia e diritti dei cittadini; una volta nelle scuole si insegnava ai giovani che il diritto di un cittadino termina dove comincia il diritto degli altri cittadini.
Abbiamo norme e regole per la presenza degli immigrati. Che le istituzioni svolgendo le loro funzioni le facciano rispettare e finiamola, una volta per tutte, con i comportamenti politicamente corretti che sono la manifestazione della mancanza di personalità dei nostri politici.
Leggendo recentemente una lettera che un lettore ha inviato a un noto quotidiano milanese, possiamo apprendere una importante lezione : “ in una città quando la percentuale di immigrati raggiunge e supera il 30-40% della popolazione non si può parlare di integrazione ma di disentegrazione della cultura sia di chi arriva sia di chi riceve”.
Ogni cittadino nato o acquisito deve conoscere il suo posto !
Per poi migliorare il mio spirito leghista, la media ha dato enorme spazio al disegno di legge Amato-Ferrero tentando, di comunicare i cittadini che sarà la formula magica che salverà il Paese.
La perla del progetto di legge è la figura dello sponsor che farà da garante per l’ingresso in Italia degli extracomunitari.
Mi viene da pensare la festa che sarà per alcuni enti tanto esaltati in Italia come i Centri Sociali e le associazioni non governative della sinistra. Molto bene, buttiamo pure la Bossi-Fini nei rifiuti tanto è una legge del centro destra e mettiamo un pietoso velo sul passato, regolarizziamo tutti gli irregolari, siamo ormai abituati ai condoni, ma poi chiudiamoci nelle nostre case e per chi professa qualche religione, mettiamoci nelle mani della provvidenza divina...!
Marzio Arcari
San Paolo, 08/05/07
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